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Anche il mese di marzo inizia con la situazione prettamente anticiclonica che sta caratterizzando gli ultimi mesi, salvo temporanee scorribande instabili. Dopo i primi due giorni molto miti (il 2 si superano abbondantemente i 20 gradi), una goccia fredda provoca un po' di instabilità tra sabato 3 sera e domenica 4 mattina con accumuli di precipitazione che comunque risultano irrisori. Lunedì 5 una perturbazione finalmente un po' più attiva interessa soprattutto la parte nordoccidentale della provincia causando anche un sensibile calo termico, dagli 11 gradi di inizio fenomeni fino ai 4 gradi di martedì 6, con la neve che fa la sua comparsa fin verso i 500 metri di quota: anche il Pin Umbrela risulta imbiancato, mentre la neve caduta sulle Prealpi, a causa della concomitante presenza di vento sostenuto, disegna inconsuete strisce verticali chiaro scure sui boschi che contornano il primo bacino del Lario, con la neve soffiata via dagli alberi più alti. Passata la moderata perturbazione si ritorna al solito andazzo con il favonio che ritorna a spirare il giorno 8. Alla sua cessazione il rientro di aria più umida da oriente del giorno 9 porta con sé qualche piovasco mattutino con una spolverata oltre i 700 metri di quota. La prima decade di marzo chiude con il bel tempo e con temperature sopra media di quasi due gradi.

Riepilogo temperature prima decade di marzo a Monteolimpino
  media minime media massime media minima assoluta massima assoluta
2012 4,6°C 14,7°C 9,6°C 1,1°C 21,3°C
media 1989-2011 3,3°C 12,2°C 7,8°C    
record negativo -2,5°C (2005) 7,8°C (1996) 2,7°C (2005) -7,4°C (2005)  
record positivo 7,2°C (1991) 16,3°C (2007) 11,7°C (2007)   24,3°C (2008)

10 marzo
10 marzo: panoramica delle Alpi Lepontine in formato quasi estivo più che primaverile (foto: G.Asnaghi)

La monotonia anticiclonica che contraddistingue la seconda decade del mese viene interrotta il giorno 12 dal ripetersi del fenomeno già accaduto a fine febbraio delle banner cloud.

Approfondimento a cura di Matteo Dei Cas del Centro Meteo Lombardo:
la perturbazione di un flusso laminare causata da un ostacolo orografico provoca a valle un rallentamento e subito a monte un’accelerazione. Ove il flusso accelera simultaneamente questo diminuisce nella sua pressione in accordo al principio di Bernoulli che afferma la conservazione della massa durante il trasferimento di energia. A valle del crinale montuoso la rarefazione della colonna d’aria dovuta al rinforzo del vento in quota richiama per compensazione una risalita d’aria lungo il pendio sottovento. Se la corrente in ascesa è abbastanza umida si può sviluppare una nube appiattita al di sotto del flusso che ha superato la cresta montuosa, che può ispessirsi grazie alla turbolenza generata dal rotore.
La formazione nuvolosa assume l’aspetto di una bandiera che si estende in lontananza dal crinale della montagna e si rigenera fin quando il vento permane costante nella direzione e nell’intensità. La formazione di una Banner Cloud presuppone che la corrente sopravvento debba essere intensa, stabile e piuttosto secca. In caso contrario si svilupperebbero sistemi convettivi a monte o un muro di nubi da sbarramento che ostacolerebbero lo sviluppo di questa particolare formazione nuvolosa. Il fenomeno si nota raramente quando un sistema frontale impatta una catena montuosa. E’ invece più frequente quando la massa d’aria sopravvento origina da un anticiclone e si presenta stabile almeno al di sopra della cresta montuosa. Nei bassi strati le condizioni termodinamiche sono invece indifferenti, per cui una Banner Cloud può tranquillamente presentarsi anche se a monte si sviluppano nei bassi strati alcuni sistemi convettivi di modesta entità. Per l'articolo intero si veda qua.
banner cloud

La presenza delle nubi a media quota permette di osservare fenomeni molto particolari come questo gioco di prospettiva con scie di condensazione formatesi al di sopra degli altostrati fotografato a Faloppio (foto: F.Romanò)...

faloppio

...oppure come il fantastico tramonto che di seguito documentiamo tramite le nostre webcam sparse sul territorio e una foto di S.Vincenzi...

casasco como
rovenna san fermo

...o ancora come questo altocumulo lenticolare sopra il Monte Generoso visto dalla webcam di Orimento del Comune di San Fedele Intelvi:

lenticolare

Da segnalare anche che nelle zone libere dalle banner cloud la temperatura massima sale fin verso i 25 gradi, mentre dove la copertura nuvolosa perdura si fatica a raggiungere i 17.

Temperature massime del 12 marzo in alcune stazioni del Comasco
Dongo 24,7°C
Lenno 21,4°C
Como città murata 20,8°C
Olgiate Comasco 20,3°C
Monteolimpino 19,0°C
Caslino al Piano 18,8°C
Casnate 18,2°C
Alzate Brianza 18,2°C
Mariano Comense 16,8°C

sat
12 marzo: le banner cloud viste dal satellite (cortesia: B.Muehr)

Verso la fine della seconda decade una nuova perturbazione si avvicina molto lentamente alla nostra provincia: i primi segnali di cambiamento si notano il giorno 16 con l'aumento della foschia, ma il peggioramento culmina non prima del 19. Ancora una volta le zone più interessate dalle precipitazioni sono quelle nordoccidentali: localmente si verificano i primi colpi di tuono e la neve fa temporaneamente la sua comparsa fin verso i 700 metri di quota. La forza dell'anticiclone ricaccia poi indietro verso occidente la depressione.

Millimetri di pioggia caduti tra il 18 e il 19 marzo in alcune stazioni comasche
stazione 18 marzo 19 marzo totale
Como Lago 4,3 mm 20,3 mm 24,6 mm
Monteolimpino 5,8 mm 33,3 mm 39,1 mm
Casnate 7,4 mm 10,9 mm 18,3 mm
Alzate Brianza 7,4 mm 8,9 mm 16,3 mm
Olgiate Comasco 3,0 mm 27,4 mm 30,4 mm
Dongo 35,1 mm 41,1 mm 76,2 mm
Lenno 16,3 mm 35,1 mm 51,4 mm
Caslino al Piano 5,3 mm 8,9 mm 14,2 mm

Anche la seconda decade chiude con temperature sopra norma, questa volta di "soli" 8 decimi di grado.

Riepilogo temperature seconda decade di marzo a Monteolimpino
  media minime media massime media minima assoluta massima assoluta
2012 5,6°C 16,7°C 11,2°C 1,8°C 20,7°C
media 1989-2011 5,1°C 15,7°C 10,4°C    
record negativo 2,1°C (2006) 9,6°C (1996) 6,2°C (1996) -2,3°C (1996)  
record positivo 8,2°C (1990) 18,9°C (1990) 13,5°C (1990)   27,1°C (2005)

 

22 marzo 22 marzo 2
22 marzo: un gioco di luce fa risaltare la differenza tra la massa d'aria più calda sopra quella più fredda

La terza decade si apre con l'attesa di una goccia fredda che potrebbe portare dell'instabilità ma che pare arrivare mai. A farla da padrone invece è sempre l'anticiclone che concede solo un temporalino da 1 mm proprio la domenica 25 pomeriggio. Il 26 compaiono le prime rondini, mentre il mese si chiude con un'ondata di caldo con pochi precedenti, acuita dalla tendenza favonica che il giorno 29 fa salire le temperature massime fino a 26 gradi, ma soprattutto tiene molto alte anche quelle notturne tanto che venerdì 30 viene stabilito il record di minima più alta dal 1989 con ben 13,0°C. La decade chiude con tre giorni consecutivi favonici e con temperature eccezionalmente sopra norma di quasi 5 gradi.

Riepilogo temperature terza decade di marzo a Monteolimpino
  media minime media massime media minima assoluta massima assoluta
2012 8,4°C 22,4°C 15,4°C 7,1°C 25,8°C
media 1989-2011 5,8°C 15,6°C 10,7°C    
record negativo 2,9°C (1998) 13,3°C (2007) 8,2°C (1998) -1,1°C (2009)  
record positivo 9,0°C (2005) 19,4°C (1989) 13,6°C (1994)   26,2°C (2002)

Il mese di marzo chiude come il più caldo dal 1989 con temperature sopra media di 2 gradi e mezzo, grazie soprattutto alle elevate massime.

Riepilogo temperature mese di marzo a Monteolimpino
  media minime media massime media minima assoluta massima assoluta
2012 6,3°C 18,1°C 12,2°C 1,1°C 25,8°C
media 1989-2011 4,8°C 14,5°C 9,7°C    
record negativo 3,1°C (1995) 10,6°C (1996) 6,9°C (1996) -7,4°C (2005)  
record positivo 7,0°C (1991) 17,7°C (1994) 12,1°C (1990)   27,1°C (2005)

marzo

E con precipitazioni inferiori alla norma del 12%.

Riepilogo precipitazioni mese di marzo a Monteolimpino
1a decade 25,9 mm
2a decade 39,1 mm
3a decade 1,3 mm
mese 66,3 mm
media 75,4 mm
record negativo 0,0 mm (1997)
record positivo 259,3 mm (2001)

I giorni sereni o poco nuvolosi sono stati 19, quelli con precipitazioni 5 (di cui uno temporalesco) e quelli favonici 4.

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