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"I donn del latt"

 

Talvolta il ristagno di aria fredda al suolo può generare un fenomeno insolito ed alquanto raro per la città di Como: la pioggia congelantesi.

Durante la stagione invernale l’arrivo dai quadranti meridionali di aria umida e relativamente più calda può dar luogo a pioviggini o deboli piogge, relegando le nevicate alle quote medio alte.

Qualora ristagni negli strati più prossimi al suolo dell’aria fredda (vicina od inferiore a 0°C), le gocce d’acqua che si trovano ad attraversare quell’ultimo strato d’aria possono ghiacciare, avvolgendo ogni cosa di una guaina traslucida e pericolosissima.

 

Sul finire del XIX secolo nelle case dei comaschi il latte giungeva di buon ora dal contado circostante e recapitato dalle donn del latt.

Le consegne, dalle colline e dai monti circostanti, venivano effettuate anche in situazioni di forte maltempo e poco importava che in molte non disponessero di scarpe, se non semplici zoccoli in legno, pericolosi ed inutilizzabili in caso di neve.

L’inverno del 1886-87 per i donn del latt non fu certo tra i più clementi: alle abbondanti piogge del dicembre 1886 (fino a 96,8 mm nelle ventiquattrore il giorno 16) seguirono numerose e persistenti irruzioni di aria fredda.

Fin dai primi giorni del gennaio 1887 nella città di Como il freddo raggiunse punte notevoli: la mattina del giorno 7, al termine del primo episodio nevoso dell’anno (27,5 cm), la temperatura scese a -10,0°C.

Il giorno 9, durante il secondo episodio di neve, i forti venti di scirocco fecero registrare la temperatura minima più elevata del mese: +0,1°C.

La dinamica e nevosa prima decade di gennaio lasciò però spazio a giornate per lo più serene, prive di precipitazioni ed estremamente fredde.

Le temperature minime medie registrate nel centro cittadino sono eloquenti: -6,6°C nella seconda decade (minima assoluta di -11,6°C il giorno 17) e -5,1°C nella terza.

Nonostante un progressivo e lento riscaldamento (soprattutto nei valori massimi) le temperature minime continuarono a mantenersi su valori negativi fino al termine del mese.

La scarsa ventilazione contribuì a creare i presupposti per il ristagno di una sacca di aria fredda al suolo.

Nella notte tra il 31 e l'1 febbraio le correnti in quota si disposero dai quadranti meridionali.

Il riscaldamento dell’aria nei bassi strati non risultò efficace e le temperature, seppur di poco, si mantennero al di sotto dello zero.

Le deboli pioviggini della notte (2,5 mm) si trasformarono così in pioggia congelatesi.

Era dunque la mattina dell’1 febbraio 1887 e nessuna delle donn del latt disponeva di comodi e sicuri scarponcini in gore-tex.

I semplici zoccoli in legno si rivelarono fin da subito inefficaci per affrontare le vie cittadine! … come ci rivelano le cronache dell’epoca.

Le cosiddette donn del latt furono le prime a sentire le conseguenze, e, benché per la circostanza camminassero a piedi nudi, parecchie lasciarono più di una bottiglia sulla strada, sulla quale per le candide macchie del latte restava indicato per un po’ di tempo il luogo della caduta.

strade ghiacciate

Da “l’Ordine”, edizione pom. di martedì 1 febbraio 1887

Disgrazie non sappiamo ne siano accadute, solo una giovane cadendo si ebbe contuso un po’ fortemente un braccio ed una gamba.

E giacchè parliamo di strade, invochiamo un po’ di sabbia davanti agli asili infantili di S. Bartolomeo. Ne ciò solo per oggi ma fino a tanto che su quell’angolo di piazza si lascia la neve.

Il ghiaccio che tutte le mattine si forma in quella località rende pericoloso assai il passaggio dei piccoli scolari.

Gabriele Asnaghi

 

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