Satellite

Sinottica

Satellite Alpi

Radar

Webcam Como Lago

Webcam Rovenna

Singolarità storiche della città di Como e del suo territorio

Dalla penna del Monti, storico comense, ecco alcune note ottocentesche sui maggiori periodi siccitosi e di caldo che interessarono la città di Como.

 

Ann.1134

Un caldo eccessivo abbruciò tutte le biade di modo che scarsissima fu la prima raccolta, e quasi affatto vana la diligenza e fatica dè contadini per la seconda. Si dice che fosse talmente riscaldata dal sole la terra, che si videro con grandissimo spavento uscire vampe di fuoco dalle sue viscere.

Ann.1158

“Sarà sempre memorabile quest’anno 1158 per la inaudita e straordinaria siccità, perché dalla fine di maggio fino alla fine del seguente aprile non essendo mai venuta una gocciola d’acqua dal cielo, i pozzi medesimi nel cuore del verno restarono poco meno che asciutti”.

Così il padre Tatti negli Annali di Como.

Ann.1204

Fu molto celebre l’anno 1204 per l’abbondanza dei grani e dei vini, che si raccolsero per tutta la Lombardia.

Ann.1262

Tanto infuocato si provò l’estate, che il terreno inaridì con perdita della raccolta.

Ann.1266

Invernata dolcissima senza ghiaccio, senza pioggia, senza freddo, di modo che parve una anticipata primavera.

Ann.1420

Nel principio di aprile si videro fioriti gli alberi, e alla metà del mese si colsero cerase mature. La messe dell’anno riuscì fertilissima in grani e uve.

Ann.1428

Una siccità di sei mesi, non essendo mai piovuto in tutta l’estate e tutto l’autunno. Non si raccolsero grani, né si fecero vendemmie. Quindi un’atroce carestia.

Ann.1475

Nel febbrajo si vide una stravaganza meravigliosa. Gli alberi che fioriscono, o sul fine marzo o nell’aprile, anticiparono con grandissimo stupore la primavera. Alla primavera, che suol essere secondata da pioggie seguitò una lunga siccità ed un caldo eccessivo.

Ann.1539

Straordinaria siccità, durata dai 10 settembre 1539 ai 6 di aprile 1540. La raccolta fu però abbondante. Narra Benedetto Giovio, che per tal cagione vide quasi asciutto il fonte di Plinio.

Ann.1562

Fu stravagante la siccità di questo tempo per tutta la Lombardia, perché dal principio di febbraio sino alla fine di ottobre non venne mai una goccia d’acqua dal cielo. Como fra le altre città avendo buona parte del suo territorio, sabbioso e pendende, patì in estremo.

Le fontane e i pozzi rimasero asciutti in diverse luoghi con molto patimento e disagio, così degli uomini come degli animali.

Ann.1597

Il cielo si fece di bronzo, perché dal principio di febbrajo sino alla fine di ottobre non cadde mai goccia d’acqua dal cielo. Como patì grandemente.

Ann.1859

Nell’agosto siccità grande nei Corpi Santi di Como. Soffrì la raccolta del grano turco. A molte piante ingiallirono le foglie, altre le deposero come nella stagione invernale.

 

Gabriele Asnaghi

 

Joomla templates by a4joomla

Questo sito fa uso di cookie a scopo tecnico. Continuando con la navigazione acconsenti ad utilizzarli.