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Il fenomeno della nebbia sul lago di Como e nel primo bacino in particolare, non è un fenomeno sconosciuto. E’ pur vero che l’espressione “non ci sono più le nebbie di una volta” trova fondamento nelle statistiche meteorologiche.

Nell’ultimo ventennio, in tutta la pianura padana così come nel Comasco, le giornate di nebbia si sono drasticamente ridotte, con punte - per alcune località - superiori anche al 50%.

Le cause della diminuzione della nebbia possono essere ricercate sia nella progressiva riduzione del contenuto di zolfo nei combustibili (il biossido di zolfo emesso costituisce uno dei nuclei di condensazione attorno al quale si aggrega il vapore nel processo di formazione della nebbia), sia nell’aumento delle temperature medie.

A ciò si deve aggiungere l’inarrestabile urbanizzazione delle campagne, soprattutto nella Bassa comasca, che hanno sottratto “terreno fertile” alla formazione delle nebbie da irraggiamento, ovvero quelle nebbie che normalmente si formano nelle notti serene che seguono un evento di pioggia.

Se le nebbie di irraggiamento sono sempre più difficili da osservare e sempre più ristrette alle periferie, le nebbie da avvezione possono ancora determinare nebbie persistenti, come quelle osservate negli ultimi giorni.

Dando uno sguardo agli annali meteorologici della nostra città si può osservare come nel lontano passato, i giorni con nebbia erano numericamente significativi e talvolta importanti.

Nel decennio 1873-1882 si osservarono ad esempio un totale di 235 giorni di nebbia, dei quali 39 (il 16%) in novembre.

 

Nebbia

 

La media per il mese di novembre, nel decennio considerato, è di 4,2 giorni.

La combustione del carbone ed un clima decisamente più freddo dell’attuale, erano in grado di determinare nebbie fitte e persistenti, come accadde ad esempio nei primi giorni del 1880 quando una nebbia densa e bassissima si impadronì a più riprese di Como e di tutto il lago. Una nebbia che non potè esser ne vinta ne fiaccata dal sole che pur splendeva limpidissimo sulle montagne. I vapori che solcavano il lago non poterono in niun modo effettuare le corse, e fu sospeso il servizio postale per tutta la giornata.

In altre occasioni, come nel dicembre dello stesso anno, le imbarcazioni potevano perdersi persino nel bacino di Cernobbio:

Questa mattina la nebbia era fitta fitta, e a pochi passi nulla più si distingueva. Il piroscafo che arriva a Como alle 8 ½ a causa di questa fitta nebbia si perdette nel bacino di Cernobbio e per circa un ora di tempo non potè avvicinarsi alla riva. Finalmente a mezzo di segnali potè fare lo sbarco al ponte di Cernobbio di buona parte dei passeggeri. Anche il battello che fa la corsa ascendente partì da Como verso le 10. Le grosse barche di mercato per non perdersi d’orizzonte e poter giungere a Como, furono obbligate tenersi sempre rasente alla sponda allungando così di molto il cammino.

 

Da “Corriere del Lario” di sabato 04 dicembre 1880

La nebbia

Questa mattina era fitta fitta, e a pochi passi nulla più si distingueva. Il piroscafo che arriva a Como alle 8 ½ a causa di questa fitta nebbia si perdette nel bacino di Cernobbio e per circa un ora di tempo non potè avvicinarsi alla riva. Finalmente a mezzo di segnali potè fare lo sbarco al ponte di Cernobbio di buona parte dei passeggeri. Anche il battello che fa la corsa ascendente partì da Como verso le 10. Le grosse barche di mercato per non perdersi d’orizzonte e poter giungere a Como, furono obbligate tenersi sempre rasente alla sponda allungando così di molto il cammino.

nebbia

 

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