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Trascurando le ovvie, ma importanti variazioni microclimatiche generate dal grado di urbanizzazione del territorio, in genere, in condizioni di tempo stabile, le zone mediamente più miti nei valori minimi risultano, al piano, quelle lacustri immediatamente sulle rive del Lario che registrano temperature un paio di gradi più miti rispetto al resto della provincia a causa dell'effetto mitigatore del lago. Tale effetto risulta più evidente nel secondo semestre dell'anno nelle condizioni in cui la temperatura del lago risulta più alta, specie dopo i mesi estivi. Tuttavia altre zone che registrano temperature minime più elevate risultano quelle collinari e prealpine, specie i paesi posti nella immediata fascia pedemontana, a causa del fenomeno dell'inversione termica e delle conseguenti brezze notturne, prevalentemente settentrionali, che sistematicamente interessano il territorio mitigando la discesa delle temperature durante la notte e rendendole, in diversi casi, molto simili alle temperature registrate lungo la fascia lacustre. Al contrario, nella Bassa comasca, nei fondovalle, nelle conche moreniche, nelle brughiere e nelle torbiere della provincia, poste in zone riparate dal vento e soggette al ristagno del freddo, si possono riscontrare notevoli differenze termiche con temperature minime decisamente più basse. Può accadere così che nel solo territorio comunale di Como, in una normale mattinata a cielo sereno, si possano registrare sino a 7/8°C di differenza tra le zone urbane del centro città o immediatamente a ridosso del lago e le zone di campagna più aperte dell'estrema periferia sud (estremamente significativi sono da sempre i confronti tra il centro città e la zona delle torbiere del Bassone, una delle più fredde in assoluto di tutta la provincia, trovandosi in una conca protetta da vento notturno e soggetta a deciso e forte ristagno del freddo; esempio pratico, la mattina del giorno di Natale 2003: minima sulla collina tra Como e San Fermo -2°C, alle torbiere del Bassone -10°C). Altro esempio significativo della variazione del microclima, collegato al discorso precedente, risulta quello del tipico paese comasco posto su sommità di collina morenica, che può presentare, nonostante l'esiguo numero di abitanti, variazioni sino a 3-4°C nel valore minimo mattutino rispetto alla parte "bassa" del paese stesso, proprio a causa dei noti e significativi fenomeni di inversione termica. In inverno per esempio, senza particolari irruzioni fredde ma in situazioni di alta pressione, vengono spesso registrati decine di giorni di gelo consecutivi, con brinate e gelate accompagnate da frequenti banchi di nebbia, in molti fondovalle morenici (valle del Seveso, per esempio), mentre pochi km. più in alto, sulla sommità delle colline, o nei paesi delle valli in quota, la temperatura non scende nemmeno sotto lo zero. Ovvio poi che nelle giornate con tempo perturbato e cielo coperto i valori minimi tendano ad allinearsi tra le varie stazioni e che la differenza risulti minima o al più sia collegata quasi esclusivamente all'urbanizzazione (ed ovviamente all'altitudine). Infine, si possono ricavare ulteriori sottodivisioni microclimatiche del territorio, legate alla posizione geografica, all'altitudine media ed alla lontananza o vicinanza da rilievi e laghi.
Simone Rossetto
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