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Grazie al suolo gelato e alla temperatura molto bassa (mediamente -3°C durante i fenomeni), la nevicata di venerdì 17 dicembre 2010 rappresenta la più secca verificatasi, almeno negli ultimi 10 anni, all'osservatorio di Monteolimpino: ai 12 cm caduti sono corrisposti solo 3 mm di precipitazione equivalente, vale a dire 4 cm di neve per ogni mm di acqua; solo in occasione della tormenta di neve del 28 febbraio 2005 si erano registrati valori simili, pari a un peso della neve di soli 25 kg per metro cubo.

La densità della neve, ossia il suo peso per unità di volume, è strettamente correlata al suo contenuto di acqua, a sua volta dipendente dai vari parametri ambientali, quali la temperatura, l’umidità relativa, la velocità del vento, la struttura e dimensione dei cristalli di ghiaccio e la caratteristica complessiva della massa d’aria. La sua conoscenza anticipata è molto importante per la previsione delle valanghe, per quella della fusione rapida della neve caduta in montagna e per quella degli accumuli eolici. Di fatto, prevedere la densità della neve e di conseguenza il suo accumulo è un compito difficile; si tenta comunemente di risolverlo applicando l’errata “regola del dieci a uno”: dieci millimetri di neve equivalgono ad un millimetro di pioggia, equivalenza determinata dal confronto della densità dell’acqua pari a 1000 kg/mc e quella presunta della neve pari a 100 kg/mc. La regola, risalente al XIX secolo, si potrebbe invero definire molto approssimativa, ma nonostante la sua palese inaccuratezza, ancora oggi è usata frequentemente. In realtà la densità della neve tende a variare sensibilmente da una nevicata ad un’altra anche durante uno stesso evento. Serie di misurazioni fatte all’uopo, principalmente nel Nord America, dove il tema è più sentito, hanno rivelato un’escursione da 10 kg/mc fino a 350 kg/mc. Principali parametri indiziati di tali ampie variazioni sono sempre stati la temperatura dell’aria durante la precipitazione e l’effetto dell’altezza del manto; semplificando, la densità diminuisce con il calare della temperatura. Tuttavia negli studi effettuati si è evidenziato un considerevole numero di dati non coerenti, specialmente alle temperature sopra lo zero, ma non solo, probabilmente riconducibili alla struttura e soprattutto alla dimensione dei cristalli di ghiaccio: cristalli più piccoli tendono a compattarsi assieme causando una maggiore densità, viceversa cristalli più grandi non riescono a compattarsi altrettanto strettamente.

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densità della neve stimata negli ultimi 10 anni all'oss. meteo di Monteolimpino (nota: sono stati presi in esame solo eventi nevosi dall'inizio alla fine)

 

Bibliografia: "Como e il Lario sotto la neve" - G.Asnaghi - Ed. Macchione

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