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Dopo che per praticamente tutto il mese invernale di dicembre 2011 e per la maggior parte di gennaio 2012 l’anticiclone delle Azzorre ha regnato incontrastato su buona parte dell’Europa occidentale, compreso il nostro territorio, portando tempo in gran parte asciutto e mite, proprio col finire del mese di gennaio le cose sono radicalmente cambiate, con l’arrivo di una lunga fase fredda dai connotati “storici”.

Quali sono state le ragioni di tale cambiamento? Principalmente due. La prima è da ricercarsi in alcuni importanti mutamenti “su scala emisferica”: dalla metà di gennaio infatti, un riscaldamento stratosferico (stratwarming) in sede polare ha dato il via ad una conseguente maggiore dinamicità in troposfera (con la nascita di anticicloni di blocco e discese artiche verso i settori meridionali europei). La seconda ragione sta nel fatto che, contemporaneamente, l'alta pressione russa andava a svilupparsi nelle steppe asiatiche, raggiungendo valori di pressione considerevoli (oltre 1060 hPa) proprio per il peso dell'aria gelida molto densa. Il freddo continentale "pellicolare" (ovvero concentrato nei bassi strati visto il peso della massa d’aria), ha così formato un immenso "lago" gelido, il famoso Orso russo-siberiano. E’ stato proprio il combinarsi di questi due fattori che ha fatto sì che, verso la fine di gennaio, le correnti sull'Europa, normalmente orientate da ovest ad est, si siano “rovesciate”, assumendo una componente retrograda. Ecco quindi che la massa d’aria gelida ha gradualmente conquistato gran parte del nostro continente e tutto il nostro territorio grazie anche all’instaurarsi del cosiddetto ponte di Weikoff (l’unione dell’alta pressione russa con quella in Atlantico). Tale irruzione d’aria gelida continentale da est è da molti anche definita “buran” (che in russo indica un vento freddo e forte caratteristico delle steppe sarmatiche).

Il freddo continentale "pellicolare" legato alla retrogressione di diversi nuclei di aria gelida dell’Orso russo-siberianoci ha tenuto compagnia per circa 15 giorni, risultando anche per questo motivo “eccezionale”, non tanto per l’abbondanza della neve caduta (che sul nostro territorio è stata piuttosto modesta ed ha oscillato per lo più tra 10 e 15 cm) quanto piuttosto per gli estremi dei valori termici rilevati e soprattutto per la durata del freddo, data la stazionarietà della situazione sinottica. Tra l’altro, il freddo sul nostro territorio per questo periodo è stato acuito proprio dalla neve caduta ad inizio irruzione che, ben conservata al suolo per circa 15 giorni, ha favorito l’effetto albedo di giorno e il forte irraggiamento notturno. Freddo quindi sulla nostra regione “eccezionale” sia come intensità, ma soprattutto come durata; tale irruzione fredda può quindi essere paragonata a quelle storiche, ad esempio del 1956 e del 1985, pur non raggiungendo valori assoluti così bassi, con tempi di ritorno che si confermano di 25-30 anni.

alzate
2 febbraio: Alzate Brianza (foto: G.Aceti)

 

Analisi sinottica e principali effetti sul Comasco

Vediamo ora un po’ più in dettaglio il quadro sinottico dell’irruzione fredda ed i principali effetti sul nostro territorio.

Lunedì 30 gennaio il potente anticiclone russo-siberiano, con valori vicini ai 1060 hPa, si estende dall’Asia sino già al cuore del vecchio continente, favorendo così l'arrivo in Europa, sul suo bordo orientale, dell’aria fredda di tipo continentale. La contemporanea presenza di un minimo di pressione in area mediterranea contribuisce a spingere tale massa d’aria molto fredda anche in direzione del nord Italia. Verso sera, le nubi iniziano a rannuvolare il cielo del nostro territorio, per via di correnti in quota umide che precedono il fronte caldo della perturbazione legata alla goccia fredda in quota (in retrogressione dalla Siberia) che prende vita ad ovest delle Alpi.

L’entrata vera e propria del freddosul nostro territorio ha quindi inizio nelle primissime ore di martedì 31 gennaio quando la goccia fredda in quota posizionata sulle Alpi occidentali unita ad un minimo depressionario al suolo in area mediterranea porta un debole peggioramento sulla Lombardia e sul Comasco, con nevicate a tutte le quote ed un lento e continuo riversamento del freddo al suolo grazie appunto alle deboli precipitazioni. Tale quadro sinottico rimane pressoché invariato fino a giovedì 2 febbraio, col nostro territorio interessato da nuvolosità compatta, deboli nevicate e temperature in progressivo calo dato l’ingresso continuo di aria fredda. Quasi ovunque le temperature restano sotto lo zero anche di giorno, cominciando così a registrare giornate di ghiaccio. Entro la giornata del 2 febbraio terminano le uniche nevicate di tutta questa fase fredda sulla nostra provincia; si osserveranno poi altre brevi comparse di fiocchi nei giorni successivi, ma senza che vengano più registrati accumuli degni di nota. Vediamo nell’immagine seguente l’innevamento che abbraccia tutto il nostro territorio (e parte del nord Italia) nell’immagine fotografata dallo spazio dal sensore MODIS del satellite Aqua.

Immagine 1: dopo le nevicate avvenute nei primi giorni dell’irruzione fredda, ecco l’immagine del sensore MODIS a bordo del satellite Aqua di venerdì 3 febbraio (primo giorno con cielo parzialmente sereno), dove si vede come buona parte del settentrione centro-occidentale e quindi tutto il nostro territorio, sia completamente innevato. Fonte: Modis-Nasa (http://lance-modis.eosdis.nasa.gov/imagery/subsets/?subset=AERONET_Ispra)

Modis

Venerdì 3 febbraio il minimo depressionario mediterraneo si allontana verso sud, lasciando spazio ad un miglioramento del tempo; nel frattempo, l'anticiclone russo è ormai unito con l'alta pressione atlantica (ponte di Weikoff), così che continua ad essere importante l'afflusso di aria molto fredda da oriente verso l'Europa e verso il nostro territorio. Sul Comasco il cielo si fa progressivamente sereno, cosa che permette, in serata, i primi cali significativi della temperatura grazie al forte irraggiamento dato dal suolo innevato: a macchia di leopardo, la colonnina di mercurio comincia a scendere al di sotto dei -10°C anche al piano. Vediamo nell’immagine seguente la situazione barica in Europa alla mezzanotte del 3 febbraio; si vede chiaramente “il lago gelido” dell’Orso russo siberiano che ha invaso buona parte dell’Europa ed il nostro territorio.

Immagine 2: situazione barica ad 850 hPa (circa 1450 m di quota) di venerdì 3 febbraio, ore 0.00. Fonte: http://www.wetterzentrale.de/

850

I 3 giorni successivi, dal 4 al 6 febbraio, risultano i più freddi dell’intero periodo; sul nostro territorio permane il bel tempo grazie al robusto anticiclone esteso dalle aree interne della Russia fino all'Europa centrale, con conseguente flusso di aria gelida polare-continentale continuo, mentre la depressione mediterranea, in lento spostamento verso la Grecia, continua a portare maltempo sul centro e sul sud Italia. In provincia si registrano quasi ovunque giorni di ghiaccio e diffusamente le temperature minime si spingono al di sotto dei -10°C, in talune aree anche al di sotto dei -15°C. Lunedì 6 febbraio si registra la giornata più fredda in assoluto, segnatamente nei valori minimi.

Da martedì 7 a giovedì 9 febbraio, si assiste ad una temporanea (relativa) pausa del freddo; il nostro territorio risulta in questo periodo sotto l'influsso diretto dell'anticiclone europeo e senza afflussi di aria gelida polare-continentale da est: comunque le temperature minime restano sempre abbondantemente sotto zero ovunque, mentre i valori diurni si “scaldano” appena, per portarsi fino a 4-5°C.

Dalla serata di giovedì 9 febbraio, a livello sinottico, si assiste all’arrivo di un nuovo nocciolo di aria gelida polare-continentale da est, accompagnato da un vortice ciclonico in quota (come ben visibile dall’immagine di venerdì 10 febbraio, a mezzanotte). Sul nostro territorio si assiste ad un aumento della nuvolosità ma senza fenomeni di rilievo; da venerdì 10 febbraio il freddo torna ad essere particolarmente intenso e si registrano nuove giornate di ghiaccio diffuse e le temperature minime tornano a scendere su livelli molto rigidi.

Immagine 3: situazione barica a 500 hPa (circa 5350 m di quota) di venerdì 10 febbraio, ore 0.00. Fonte: http://www.wetterzentrale.de/

500

L’11 ed il 12 febbraio, il lento spostamento del vortice ciclonico in quota sull’Italia centrale associato al vasto anticiclone esteso dalla Russia sino sull’Europa, continua a far affluire aria gelida polare-continentale; ciò provoca una nuova fase di freddo intenso con diverse località che fanno registrare giornate di ghiaccio mentre le temperature minime ridiscendono diffusamente al di sotto dei -10°C.

Il 13 ed il 14 febbraio, lo spostamento e l’indebolimento del vortice ciclonico in quota porta ad una lenta attenuazione dell'afflusso delle gelide correnti siberiane; le temperature rimangono comunque rigide ed evidenziano solo un lieve aumento.

Nel corso di mercoledì 15 febbraio le gelide correnti siberiane vanno definitivamente ad esaurirsi, sostituite repentinamente da correnti più asciutte settentrionali, d'estrazione artico-marittima. Infatti, l’anticiclone delle Azzorre torna ad intensificarsi sul vicino Atlantico e a disporsi lungo i meridiani così che, lungo il suo bordo orientale, iniziano a scivolare correnti artico-marittime che raggiungono il nostro territorio nella prima parte di mercoledì 15 febbraio. Tali correnti, valicando le Alpi da nordovest, danno luogo ad una corrente favonica, localmente caratterizzata da raffiche importanti (diffusamente fino a 60-70 km/h). Le correnti più miti ed asciutte favoriscono così l’aumento significativo delle temperature ovunque tanto che i valori massimi risalgono di 8-10°C, per riportarsi su livelli normali per il periodo. Il ricambio di massa d’aria ha di fatto posto termine all’irruzione fredda dell’Orso russo-siberiano che ci ha così interessato per 15 giorni consecutivi, dal 31 gennaio al 14 febbraio compresi.

garzola
3 febbraio: vista della città di Como da Garzola

Riviviamo in sintesi l’intensità e la durata del freddo di questa irruzione attraverso i radiosondaggi effettuati a Milano Linate (ore 12) da lunedì 30 gennaio a mercoledì 15 febbraio, riportando i valori registrati in libera atmosfera sia ad 850 hPa (circa 1450 m di quota) che a 500 hPa (circa 5450 m di quota); possiamo così apprezzare l’intensità e la durata del freddo giunto (basti pensare, ad esempio, che nel mese di febbraio la media di temperatura ad 850 hPa a Milano Linate è di circa -2°C). Da notare i valori particolarmente bassi di -14,7°C ad 850 hPa del 5 febbraio e di -40,3°C a 500 hPa del 10 febbraio; valori simili, come estremi, a quelli registrati durante l’irruzione fredda del 1985! Infatti, la reanalisi periodo 1-13 febbraio 2012 evidenzia un’anomalia della temperatura ad 850 hPa di circa -10°C rispetto a quanto atteso normalmente per il periodo in questione (fonte: NOAA, http://www.esrl.noaa.gov/).

Immagine 4: valori termici in libera atmosfera registrati nei radiosondaggi 12z di Milano Linate ad 850 ed a 500 hPa tra il 30 gennaio (il giorno prima dell’inizio dell’irruzione fredda) ed il 15 febbraio (il giorno nel quale l’aria fredda è stata scalzata da aria più mite). Fonte: University of Wyoming, http://weather.uwyo.edu/upperair/europe.html)

grafico

 

Climatologia comasca

La sintesi di questa ondata di freddo sulla nostra provincia è ben visibile dalla tabella seguente che riporta alcuni dati significativi, per ognuna delle 51 stazioni meteorologiche a norma OMM prese in considerazione con dati disponibili (che fanno parte della rete del Centro Meteorologico Lombardo – MeteoComo), per il periodo 31 gennaio-14 febbraio 2012. Si è deciso di circoscrivere a tale periodo la rilevazione perché, come detto sopra, la massa d’aria siberiana è entrata sul nostro territorio nelle prime ore di martedì 31 gennaio, vi è rimasta fino al 14 febbraio (con il susseguirsi di vari afflussi di aria gelida polare-continentale da est) per poi essere completamente sostituita da una massa d’aria più mite nelle prime ore di mercoledì 15 febbraio. Il nostro territorio è stato quindi sotto la diretta influenza di tale massa d’aria per 15 giorni consecutivi.

Di questi 15 giorni, per ogni stazione abbiamo riportato alcuni dati delle temperature minime (la media delle temperature minime dei 15 giorni presi in esame, la temperatura minima registrata dell’intero periodo ed il numero di giorni nei quali si è registrata una temperatura minima uguale o inferiore a -10°C), alcuni dati delle temperature massime (la media delle temperature massime per i 15 giorni in esame, la temperatura massima più bassa registrata in tale periodo ed il numero di giorni di ghiaccio con temperatura che nell’intero arco delle 24 ore non è salita oltre lo zero) ed infine i centimetri di neve caduti nel periodo, nelle nevicate che sono avvenute tra il 31 gennaio ed il 2 febbraio.

In sintesi possiamo affermare che, per quanto concerne le temperature, si sono ovunque registrati valori bassi, con diversi giorni di ghiaccio; rispetto ai valori medi del periodo, sono risultati di circa 8-10°C al di sotto per i 15 giorni in questione. Per quanto riguarda gli estremi di temperatura registrati, i valori più miti (per quanto anch’essi molto rigidi) sia nei valori minimi che nei valori massimi sono stati registrati nelle zone direttamente sul lago ed in centro alla città di Como. Per quanto concerne invece i valori più bassi, essi sono stati registrati principalmente nelle conche che favoriscono il ristagno di aria fredda nei bassi strati o comunque in zone di aperta campagna (segnatamente in alcune aree della Brianza comasca e dell’Olgiatese); comunque rigidi, ma parzialmente mitigati dalle brezze, i valori minimi osservati nelle stazioni poste in quota o comunque in zone collinari. Per quanto concerne le massime, i valori più bassi sono stati rilevati in quota, o comunque nelle stazioni poste ad un altitudine più elevata rispetto al piano.

Infine, per quanto riguarda la neve, possiamo osservare come essa sia caduta in modo piuttosto omogeneo sull’intero territorio (tra 10 e 15 cm), con valori leggermente inferiori sulle zone direttamente sul lago ed in centro della città di Como.

Tabella 1. Dati rilevati da 51 stazioni meteorologiche a norma OMM della rete Centro Meteo Lombardo – MeteoComo durante l’ondata di freddo sulla nostra provincia dal 31 gennaio al 14 febbraio 2012. Dove i dati sono incompleti o non disponibili viene riportato n.d.

Periodo: dal 31/01 al 14/02/2012

 

Temperature minime

Temperature massime

neve

Località in Provincia di Como

(altitudine s.l.m.)

Media

(°C)

la più bassa

(°C)*

Giorni molto rigidi

(T <=-10°C)**

Media

(°C)

la più bassa

(°C)

Giorni di ghiaccio

accumulo

(cm)

Città di Como

Como Lago (204 m)

-4,0

-6,8

0

2,0

-0,7

4

9

Como Breccia (372 m)

-6,5

-9,7

0

0,6

-1,9

8

14,5

Como Camerlata (287 m)

-6,4

-10,9

2

1,1

-1,3

7

13

Como Città Murata (220 m)

-4,4

-7,7

0

1,5

-1,2

7

9

Como Depuratore (215 m)

-4,5

-7,7

0

1,6

-1,2

7

9

Como Garibaldina (352 m)

-5,5

-8,7

0

-0,1

-2,8

9

13

Como M. Olimpino (290 m)

-6,4

-10,6

3

1,2

-1,4

7

13

Como Rebbio (310 m)

-8,7

-13,7

7

1,1

-1,4

6

13,5

Como Tavernola (262 m)

-6,6

-10,6

2

1,1

-1,3

8

12,5

Como Università (230 m)

-5,7

-10,1

1

1,6

-0,8

7

10,5

Cintura di Como

Brunate S. Maurizio (875 m)

-7,8

-10,2

2

-3,3

-6,6

13

n.d.

Casnate c. Bernate (320 m)

-7,7

-12,7

4

0,3

-2,1

9

15,5

Rovenna di Cernobbio (402 m)

-5,5

-8,3

0

1

-1,8

8

10

S. Fermo d. Battaglia (340 m)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

13

Tavernerio (408 m)

-7,1

-10,4

3

-0,3

-2,8

9

16

Villa Guardia (375 m)

-8,4

-12,7

7

1,3

-1,8

8

12

Brianza

Albese con Cassano (400 m)

-7,5

-11,4

3

0,3

-2,4

9

15

Alzate B.za C. Sportivo (360 m)

-8,3

-12,1

6

-0,7

-3,4

11

16

Alzate B.za S. Medie (355 m)

-8,8

-13,7

7

0,3

-2,2

10

16

Anzano del Parco (335 m)

-7,1

-10,4

2

0,0

-2,7

8

13,5

Arosio (310 m)

-8,1

-12,6

7

1,1

-1,7

7

16

Cantù C.na Amata (345 m)

-8,6

-13,5

7

0,9

-1,4

7

12

Cantù C.na Porta (358 m)

-6,5

-9,9

0

0,1

-2,5

8

13

Carimate Depuratore (240 m)

-8,5

-13,4

7

0,5

-2,2

9

13

Carimate Vedroni (258 m)

-9,6

-15,6

7

0,8

-1,6

8

13

Caslino d'Erba (430 m)

-6,8

-10,0

1

0,3

-2,8

8

17,5

Erba centro (300 m)

-5,2

-7,9

0

1,2

-1,3

7

14

Erba San Rocco (300 m)

-6,9

-10,8

2

1,2

-1,1

7

14

Inverigo (319 m)

-8,6

-12,9

7

0,3

-2,3

8

12

Mariano C.se Depur (254 m)

-9,6

-15,1

7

0,7

-1,6

8

12

Verzago (384 m)

-8,9

-14,2

7

-0,3

-2,9

10

16

Olgiatese

Beregazzo c. Figliaro (423 m)

-7,2

-10,3

3

-1,0

-3,6

11

15,5***

Gironico (463 m)

-8,3

-11,8

5

-0,6

-2,9

10

19

Olgiate Comasco (373 m)

-9,8

-15,4

7

-0,2

-2,7

11

15,5

Valmorea (420 m)

-8,1

-12,5

6

-0,1

-2,3

11

15,5

Bassa Comasca

Bregnano (298 m)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

14,5

Cadorago (325 m)

-6,9

-11,4

2

-0,1

-2,4

10

15

Caslino al Piano (315 m)

-7,4

-11,4

4

0,4

-1,7

8

14,5

Cirimido (271 m)

-7,0

-10,7

4

-0,6

-3,1

10

14

Limido Comasco (284 m)

-7,0

-11,1

4

0

-2,4

9

12,5

Lomazzo (298 m)

-8,3

-12,9

6

-0,2

-2,6

10

15,5

Mozzate (261 m)

-7,9

-13,0

5

0,5

-2,3

9

14

Veniano (332 m)

-6,8

-9,9

0

0,3

-1,7

10

14

Lario e Prealpi

Bellagio l. Cernobbio (700 m)

-10,9

-16,5

9

-1,9

-5,3

10

18

Caraniso di Torno (320 m)

-5,4

-8,2

0

-0,1

-2,9

9

11,5

Casasco d'Intelvi (827 m)

-7,1

-10,4

1

-2,7

-5,9

12

18

Colma di Sormano (1124 m)

-10,6

-14,2

9

-4,7

-7,8

14

n.d.

Dongo (205 m)

-3,8

-8,3

0

2,7

0,0

1

5***

Lenno (213 m)

-3,0

-6,1

0

2,0

-0,4

3

3***

Moltrasio (208 m)

-2,9

-5,2

0

1,8

-0,9

4

5***

Ossuccio (221 m)

-2,3

-5,6

0

2,7

0,4

0

5***

* Il giorno con la temperatura minima più bassa è stato, nella maggior parte dei casi, lunedì 6 febbraio

** per tutte le stazioni si sono rilevati 15 giorni di gelo ad eccezione di Ossuccio (14 giorni) e di Moltrasio (13 giorni)

*** valori parzialmente stimati

viale geno
1 febbraio: viale Geno a Como (foto: S.Vincenzi)

CONCLUSIONI

In conclusione, possiamo affermare come l’irruzione fredda (legata alla retrogressione di alcuni impulsi di aria artica continentale russo-siberiana) che ha interessato il nostro territorio dal 31 gennaio al 14 febbraio 2012 sia stata molto “significativa”, per alcuni degli effetti osservati “eccezionale” e di rilevanza storica. I valori termici rilevati da una parte e soprattutto la durata dell’irruzione fredda dall’altra sono stati gli elementi che hanno resa tale irruzione “eccezionale”, paragonabile a quelle storiche quali quelle, ad esempio, del 1956 e del 1985. Si sono così registrati diffusamente record per quanto riguarda le temperature minime registrate, il numero di giorni di ghiaccio osservati, il numero di giorni con temperature minime al di sotto dei -10°C e per le temperature medie dell’intero periodo.

Va poi detto che, come già visto altre volte in passato con questo tipo di irruzioni, non si è però osservata la “nevicata” finale da raddolcimento (come invece avvenne, ad esempio, nell’irruzione fredda del 1985); fatto cha ha dato a molti di noi la sensazione di “occasione mancata”. Va però detto che proprio le deboli nevicate dei primi giorni hanno garantito, oltre a 15 e più giorni con neve al suolo e paesaggio imbiancato di tipo “invernale”, temperature ancor più rigide per l’intero periodo grazie all’effetto albedo e al forte irraggiamento dato dal suolo innevato.

Irruzione fredda quindi “significativa e storica”, verosimilmente con tempi di ritorno di circa 25-30 anni, e che ci ha fatto vivere per diversi giorni tutti i principali effetti che il freddo e l’inverno possono offrire.

città murata
2 febbraio: città murata

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