La primavera 2010 ad Alzate Brianza: fredda e con precipitazioni abbondanti

8 Giugno 2010 Off Di meteocomo

Di seguito la descrizione della stagione primaverile 2010 ad Alzate Brianza (CO), 360 mt slm, brughiera brianzola in collina tra alta pianura brianzola e fascia pedemontana comasca. Vengono riportate considerazioni generali sul clima della primavera appena conclusa con alcuni dati climatici e relativi commenti.

SITUAZIONE GENERALE

La stagione primaverile 2010 ad Alzate Brianza è stata generalmente caratterizzata da diversi periodi di freddo (addirittura di “stampo invernale” quello occorso fino alla metà di marzo) e da abbondanti precipitazioni, segnatamente nel mese di maggio.

A conferma dell’andamento termico della stagione (che è di transizione tra quella fredda e quella calda) il fatto che si sono registrate numerose giornate dai connotati tipicamente invernali e nessuna dai connotati invece estivi.

Per quanto riguarda la pluviometria, da segnalare precipitazioni sia tipicamente invernali, con alcuni giorni di neve, che estive, con diversi temporali.

Una significativa conseguenza delle condizioni generali del tempo della prima parte della primavera ha riguardato la vegetazione che, a causa delle temperature fredde, ha significativamente ritardato la fioritura e l’avvio del nuovo periodo vegetativo delle piante; tale processo è infatti partito con circa due settimane di ritardo rispetto a quanto atteso di solito.

TEMPERATURE

Tabella 1. Temperature medie registrate nella stagione primaverile ed in ogni singolo mese

TEMPERATURE MEDIE (°C)

Marzo

Minime: 2,9

Medie: 6,9

Massime: 11,4

Aprile

Minime: 6,7

Medie: 11,8

Massime: 17,7

Maggio

Minime: 10,7

Medie: 15,1

Massime: 20,1

Primavera

Minime: 6,8

Medie: 11,3

Massime: 16,4

Tabella 2. Temperature estreme registrate in ogni singolo mese primaverile

TEMPERATURE ESTREME RILEVATE (°C)

ESTREMI più bassi

ESTREMI più alti

Marzo

Min: -4,6

Media: -1,0

Max: 1,3

Min: 9,7

Media: 12,7

Max: 19,6

Aprile

Min: -0,4

Media: 5,9

Max: 7,5

Min: 13,4

Media: 17,5

Max: 24,1

Maggio

Min: 5,9

Media: 9,9

Max: 13,0

Min: 16,2

Media: 20,7

Max: 28,1

A livello di temperature la primavera appena trascorsa è stata generalmente piuttosto fredda, con una fase iniziale significativamente fredda e di stampo invernale (dal 5 al 14 marzo) ed altre due fasi fredde, considerato il periodo di riferimento, piuttosto prolungate (la prima occorsa nei primi 15 giorni di aprile e la seconda ad inizio maggio, dall’1 all’11). Solo un paio invece, e piuttosto circoscritti, i periodi caratterizzati da temperature piuttosto calde per il periodo (l’ultima decade di aprile e l’ultima decade di maggio). In particolare si segnalano temperature significativamente fredde, tipicamente invernali, tra il 5 ed il 14 marzo. In tale periodo si sono registrati 10 giorni di gelo (tra di essi il giorno con la temperatura più bassa della stagione, registrata il 6 marzo, di -4,6°C); si sono poi avuti due giorni (il 9 e il 10 marzo) nei quali la temperatura media è risultata al di sotto dello zero (valore più basso di –1,0°C, registrato il giorno 9 marzo) e nei quali la temperatura massima non è andata oltre +1,4°C (il giorno più freddo è stato il 10 marzo con la temperatura massima che si è fermata a +1,3°C). Si segnala infine un giorno di gelo registrato ad aprile (il giorno 2 con -0,4°C), evento che non si presentava da qualche anno.

Va poi segnalato come, a livello termico, nella stagione primaverile appena conclusa a fronte di numerosi estremi di temperatura tipici della stagione fredda non si è registrato alcun valore termico tipico della stagione calda (nessuna notte tropicale, con minime superiori a 20°C, e nessun giorno tropicale, con massime superiori a 30°C).

L’elemento quindi significativo della prima parte della primavera può quindi essere ricondotto al freddo e, di fatto, alla stagione invernale che è proseguita, nelle temperature e nei fenomeni, fin verso la metà del mese di marzo. Una delle conseguenze evidenti è stato il ritardo nella fioritura e del nuovo periodo vegetativo delle piante, quantificabile in circa due settimane rispetto al solito. Confrontando i dati con le medie dell’Osservatorio e con altre medie basate su periodi più lunghi, di osservatori limitrofi, possiamo affermare come sia marzo che maggio siano risultati sotto la norma mentre solo aprile è risultato in norma.

Per completare i dati, si sono registrati durante la primavera 41 giorni con cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso (45%) e 51 giorni con cielo nuvoloso, molto nuvoloso o coperto (55%).

Foto 1. 5 aprile 2010. In una giornata di föhn si notano le prime piante in fiore; fioritura avvenuta quest’anno con un paio circa di settimane di ritardo rispetto al solito

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PRECIPITAZIONI

Tabella 3: Precipitazioni totali registrate nella stagione primaverile ed in ogni singolo mese

TOTALE PRECIPITAZIONI E GIORNI CON FENOMENI

Accumuli totali*

Giorni con precipitazioni*

Giorni con temporali*

Giorni con nevicate**

Marzo

82,8 mm

11

2

3

Aprile

118,3 mm

11

4

0

Maggio

358,1 mm

16

9

0

Primavera

559,2 mm

38

15

3

* giorni con accumulo maggiore o uguale a 1 mm di pioggia e di neve fusa e/o di 1 cm di neve

** giorni con accumulo di almeno 0,5 cm di neve

NEBBIA: Si sono osservate nella stagione primaverile 3 giornate con nebbia (giorni cioè con almeno qualche minuto con visibilità inferiore a 1000 mt), tutte registrate nel mese di marzo.

Nella stagione primaverile l’accumulo pluviometrico totale ha raggiunto i 559,2 mm, con precipitazioni globalmente abbondanti e oltre la norma; la loro distribuzione ha visto valori in norma (o anche leggermente al di sotto), nei mesi di marzo e di aprile mentre sono risultate particolarmente abbondanti e sopra la norma nel mese di maggio, nel quale si sono registrati 358,1 mm totali. Tale valore, pur nella brevità della raccolta dati dell’Osservatorio, rappresenta il record di precipitazioni in un unico mese. Esse sono state legate, per i mesi di marzo e di aprile, a perturbazioni atlantiche piuttosto veloci, che hanno portato precipitazioni per non più di 2-3 giorni consecutivi. Per il mese di maggio invece le piogge, avvenute prevalentemente nella prima metà del mese, sono state legate a due configurazioni sinottiche specifiche. La prima, che ci ha interessato i primi 7 giorni del mese, ha visto un sistema depressionario, legato ad una profonda ciclogenesi nel Mediterraneo, che, a causa di un “blocco atlantico” è risultato piuttosto stazionario ed è quindi progredito molto lentamente portando fenomeni per più giorni consecutivi. La seconda configurazione sinottica, occorsa dal 7 al 14 maggio, ha visto un afflusso umido ed instabile proveniente da Sud-Ovest che ha pilotato un vero e proprio treno di perturbazioni dal Mediterraneo occidentale verso le aree di Nord-Ovest della Lombardia. A causa di queste configurazioni sinottiche si sono registrate piogge in tutti i primi 14 giorni del mese; in questo periodo sono così caduti 322,8 mm di pioggia, con il picco raggiunto il giorno 3 con 59 mm nell’arco delle 24 ore. E’ comunque da segnalare come tutta la provincia comasca, segnatamente quella occidentale, abbia registrato precipitazioni particolarmente abbondanti in tale periodo, anche più che ad Alzate Brianza.

La distribuzione abbastanza regolare delle precipitazioni in tutti e 3 i mesi in questione non ha permesso di registrare periodi siccitosi; questo pur essendo la primavera la stagione nella quale i venti di föhn, che talvolta spirano per diversi giorni consecutivi, possono portare a periodi molto secchi nonostante la presenza di precipitazioni.

Altro fatto significativo in termini precipitativi è stato la comparsa della neve; si sono infatti registrate 3 giornate con nevicate: in tutto 16 cm di neve accumulati tra il 9 e l’11 marzo. Tra l’altro, visto il freddo anche in quota, la neve è stata di tipo “invernale”, presentandosi con una densità bassa, estremamente soffice, polverosa e leggera. Inoltre, la neve caduta è “attecchita” facilmente su alberi, auto e su vari oggetti mentre ha faticato a ricoprire il suolo, soprattutto sulle strade, nonostante le temperature negative; questo è avvenuto, verosimilmente, per la debolezza delle precipitazioni ma soprattutto per il fatto che il suolo presentava, a differenza dell’aria, temperature positive (per il calore accumulato nei giorni precedenti). Si è così riproposta una situazione già vista altre volte negli ultimi anni nel mese di marzo, ovvero nevicate, anche piuttosto significative, nella stagione primaverile.

Altro aspetto significativo per la nostra zona a livello precipitativo è stato il numero di temporali; nella stagione primaverile si sono registrati ben 15 giorni (a fronte di una media di circa 7) con temporali (con accumulo superiore ad 1 millimetro), dei quali uno con grandine. Altrettanto significativo il fatto che si sia registrato un temporale grandinigeno in primavera, quando cioè l’energia a disposizione ed i contrasti termici, il più delle volte, non sono tali da favorire la formazione di temporali intensi e che portino addirittura alla caduta di grandine.

Altro fatto da segnalare in termini precipitativi riguarda la giornata festiva di Pasqua, occorsa quest’anno il 4 aprile, che non ha certo invogliato a trascorrere tempo all’aria aperta ad Alzate Brianza, così come sul resto della provincia comasca; la giornata è trascorsa infatti all’insegna della pioggia (sono caduti oltre 37 mm nell’intera giornata) e di un clima decisamente freddo (la temperatura massima in quel giorno è stata di appena 7,5°C).

Non particolarmente significativa, e verosimilmente in norma, il numero di giornate con nebbia dell’intera stagione: 3.

In ultimo, l’umidità media della stagione primaverile è stata del 68% (a marzo 70%, ad aprile 67% e a maggio 68%); non si è registrato alcun episodio nel quale si sia accumulata rugiada o brina.

Foto 2. 10 marzo: bianco risveglio su tutta la brughiera brianzola con alcuni cm di neve al suolo, nevicata in corso e temperatura sotto lo zero.

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VENTO

Tabella 4: Vento: parametri principali della stagione primaverile

VENTO: PARAMETRI PRINCIPALI

Media vento

Wind run

Raffica max

Giorni con föhn

Marzo

3,4 km/h

2540 km

51,5 km/h

7

Aprile

3,9 km/h

2810 km

53,1 km/h

5

Maggio

3,8 km/h

2850 km

62,8 km/h

6

Primavera

3,7 km/h

8200 km

62,8 km/h

18

A livello anemometrico, al di là delle solite brezze (anabatiche e catabatiche) presenti durante l’intera giornata presso l’Osservatorio, soprattutto in periodi di alta pressione, nella stagione primaverile si è registrata una ventilazione inferiore alle due stagioni primaverili precedenti, con il dato totale del vento filato (Wind Run) di circa 8200 Km, con la direzione dominante da Nord-Nord-Ovest.

Verosimilmente, il numero non troppo elevato delle giornate con föhn (18, dato risultato leggermente inferiore rispetto alle circa 20 attese solitamente nella stagione primaverile)associato al fatto che nelle giornate favoniche il vento il più delle volte non ha spirato per l’intera giornata ma solo per alcune ore, ha portato a questo dato piuttosto “modesto” di vento filato. Curioso rilevare come il numero di giorni di föhn sia risultato omogeneo tra i 3 mesi così che marzo, che solitamente risulta particolarmente ventoso e favonico, è risultato significativamente sotto media mentre per contro il mese di maggio è risultato sopra media sia per il numero di giornate di föhn registrate che come vento filato. Si sono infatti registrati nel mese di maggio sia la raffica maggiore (62,8 Km/h registrati durante la giornata favonica del 31 maggio) che il periodo che ha fatto segnare i valori anemometrici maggiori in termini di vento filato (i 5 giorni di föhn compresi tra il 15 ed il 19 maggio nei quali, pur non registrando mai raffiche oltre i 45 Km/h, si sono registrati circa 950 km di vento filato).

Infine, un piccolo dato di cronaca. Le correnti spesso orientate da Nord-Nord-Ovest al suolo, così come in quota, per parte della primavera (ad Alzate ma anche su buona parte dell’Europa) hanno permesso alle ceneri (in atmosfera a seguito dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull) di raggiungere anche il nostro territorio, così che per alcuni giorni, dopo la metà di aprile, è stato chiuso lo spazio aereo sul Nord Italia (ed in concomitanza con i giorni di bel tempo, abbiamo potuto osservare il cielo sereno e… senza aerei che lo attraversavano). Tra l’altro, nel tardo pomeriggio di martedì 18 maggio, nonostante spirasse il föhn, si è osservata chiaramente della caligine al suolo; altro non era che la ricaduta delle ceneri del vulcano stesso, trascinate fino sull’Europa centrale dalle correnti settentrionali e che il föhn di quei giorni ha trascinato nei bassi strati dell’atmosfera del versante subalpino. Curioso quindi come anche ad Alzate Brianza nella stagione primaverile abbiamo avuto a che fare con qualcosa di poco comune dalle nostre parti, ovvero… a problemi legati ad una eruzione vulcanica!

Foto 3. 5 Aprile. Uno dei giorni con föhn: si osservano il verde sui prati e, sullo sfondo, le Grigne ancora ben innevate.

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CONCLUSIONI

Pur non essendo possibile fare confronti con serie storiche importanti (in quanto i dati vengono raccolti con stazione Davis a norma OMM dal dicembre 2007) la primavera appena trascorsa ad Alzate Brianza è risultata fredda e, soprattutto nel mese di maggio, particolarmente piovosa. I valori termici sono risultati sotto la norma del periodo per questa zona per l’intera stagione, segnatamente, per i mesi di marzo e di maggio. Le precipitazioni sono risultate sopra la norma, in particolare per le precipitazioni record cadute nel mese di maggio.

A livello di fenomeni significativi rilevati, si segnalano in particolare il ritardo della fioritura e dell’avvio del nuovo ciclo vegetativo delle piante a causa del clima freddo della prima parte della stagione e, elemento probabilmente più significativo della stagione appena trascorsa, il numero elevato di giornate registrate con precipitazioni dapprime tipiche della stagione invernale e successivamente di quella estiva: 3 giorni con nevicate e 15 giorni con temporali.

Infine, curioso il fatto che anche la brughiera brianzola sia stata interessata per alcuni giorni dal problema “cenere” a seguito di un’eruzione vulcanica; certo un fatto singolare dalle nostra parti!

Giuseppe Aceti